venerdì 29 giugno 2012

Conferenza: "Music Therapy and Dramatherapy with Children in Educational and other Settings"

Ci terrei a diffondere la notizia di questa conferenza che si svolgerà presso la Anglia Ruskin University, Cambridge, il prossimi 30 Novembre -1 Dicembre 2012.

Il volantino mi è stato dato direttamente dalle mani di Amelia Oldfield per cui ho quasi l'obbligo morale di parteciparvi.. scherzi a parte, sembra un'occasione interessante per approfondire il rapporto tra queste due forme artistiche di terapia. Ho avuto modo di lavorare sulla drammatizzazione musicale di un racconto "ad episodi", con tre classi di bambini all'ultimo anno della Scuola dell'Infanzia. E' stata un'esperienza bellissima, per loro, ma certamente anche per me: la storia ha saputo catturare la loro attenzione, la musica, dirottare la loro fantasia sul giusto binario, elaborando un linguaggio comune, un espressività unica e inenarrabile attraverso le sole parole, ha unito il gruppo in un gioco che ha aiutato questi bimbi a crescere, insieme.

La conferenza è una delle prime che unisce l'interesse per la collaborazione tra Musicoterapia e "Teatroterapia" (perdonatemi ma da anglofila, preferisco la denominazione inglese "Dramatherapy") nel lavoro con i bambini.
Gli interventi riguarderanno soprattutto:

  • Sulla relazione tra setting educativo e lavoro terapeutico
  • sulla combinazione delle due terapie in un lavoro terapeutico con i bambini

L'Anglia Ruskin University è situata nel centro della città di Cambridge. Il Master in MT è stato istituito nel 1994 e si è da allora guadagnato un riconoscimento a livello internazionale, questo corso è stato recentemente affiancato dal Master in Dramatherapy,  -2011- , dando un'opportunità unica e importante di condivisione e sviluppo agli studenti e ai docenti coinvolti.



Non mi resta che lasciarvi il link della conferenza, sperando che qualcun'altro colga l'occasione per parteciparvi:






7th Nordic Music Therapy Congress

Sono ormai già passate due settimane da questa entusiasmante esperienza, ma non posso smettere di ripensare a quale grandiosa opportunità di crescita professionale e personale sia stata..

Per prima cosa il luogo: questo campus meraviglioso circondato dal verde e dalla tranquillità in cima ad una collina dalla quale si vedeva buona parte della città -che per me ha un nome ancora non del tutto pronunciabile, Jyvaskyla- e uno dei laghi (si perché ve ne erano ovunque...).


Poi le persone: da tutto il mondo, sorridenti, disponibili, cariche di esperienza e di voglia di condividerla.. Consiglierei a tutti questo genere di esperienza.. e intanto.. attendendo Oslo 2013, vi "linko" alla galleria fotografica dell'evento.. giusto per mostrarvi un po' di quello che vi siete persi.. :-P

http://www.nmtc2012.fi/index.php?option=com_content&view=article&id=111:photos&catid=34:yleiset&Itemid=86


giovedì 19 aprile 2012

L'istruzione musicale può favorire molti aspetti dello sviluppo

Di seguito riporto l'abstract dello studio condotto da Gerry D, Unrau A, Trainor LJ
Department of Psychology, Neuroscience & Behaviour, McMaster University, Canada Rotman Research Institute, Baycrest Hospital, Toronto, Canada, che hanno evidenziato come l'educazione musicale precoce possa favorire lo sviluppo alcuni aspetti dello sviluppo come le competenze prelinguistiche gestuali e le abilità sociali.

Numerosi studi suggeriscono che l’istruzione musicale nei bambini possa favorire molti aspetti dello sviluppo. È ancora da chiarire quanto precocemente, durante lo sviluppo, la musica possa avere degli effetti, la natura di questi effetti, e se differenti tipi di musica possano influenzare lo sviluppo in modi diversi. Gli Autori hanno osservato che 6 mesi di esperienza musicale partecipativa, a cominciare dai 6 mesi di età, accelerano l’acquisizione della conoscenza della tonalità occidentale rispetto alla semplice esposizione passiva alla musica. Inoltre, i bambini assegnati al gruppo di istruzione musicale mostravano uno sviluppo superiore nelle abilità prelinguistiche gestuali e nei comportamenti sociali. Questi risultati suggeriscono che quando vengono utilizzati approcci pedagogici appropriati i bambini possono attivamente prendere parte all’istruzione musicale in età precoce, e che questa attività è associata allo sviluppo delle abilità sociali e comunicative.

Dev Sci 2012 May;15(3):398-407

sabato 24 marzo 2012

Intervento Musicoterapico precoce per lo sviluppo linguistico di bambini in situazioni di rischio: Articolo


Di seguito riporto un articolo molto interessante che motiva l'intervento musicoterapico in un ottica preventiva, con bambini piccoli in situazioni di disagio e potenzialmente a rischio di compromissione per il loro sviluppo.
La musicoterapia può a mio avviso essere un ottimo strumento di prevenzione, creando un substrato ludico ma allo stesso tempo fertile su cui seminare le basi per gli apprendimenti, per sviluppare le capacità di relazione adeguate, per comunicare con gli altri, prima ancora che vi sai la parola.
Nell'articolo riportato in seguito, tratto dal Magazine Online "Imagine" (Fall 2011, Vol.2 N. 1), viene considerata l'importanza dello sviluppo linguistico, e l'influenza del contesto e degli stimoli forniti, sullo stesso, infine viene riportato come la musicoterapia possa portare benefici nel questo processo graduale di acquisizione del linguaggio.
Il Magazine completo lo si può trovare all'indirizzo:
http://imagine.musictherapy.biz/Imagine/imagine__online_magazine.html


Buona Lettura!


Early Music Therapy Intervention for Language Development
with At-Risk Infants



Deanna Hanson-Abromeit, Ph.D., MT-BC Associate Professor of Music Therapy University of Missouri-Kansas City
The ability to effectively communicate is a skill that is vital to healthy relationships, learning and development, and life-long success. 
When a child begins life at a disadvantage due to health or environmental risk factors, his or her ability to communicate with the world is affected. For these children, early intervention that begins during infancy can be a key factor in neurological development, thus creating a more cost effective intervention that has stronger and greater long term tangible outcomes than intervention that comes later in childhood (National Scientific Council on the Developing Child, 2007). Due to the similarities of how music and language are processed in the brain (Patel, 2008), music- based interventions can support language development in at- risk infants.


Naturalistic and constant exposure to language within the context of a meaningful relationship supports the acquisition and learning of language (Callander & Nahmad-Williams, 2010). It has been suggested that the early exposure to mother’s voice in particular may be important for the processing of language (Dehaene-Lambertz et al., 2010). However, children living in poverty may experience deficits in their language exposure thus impacting later cognitive development. A landmark longitudinal study, originally published in 1995, by Hart & Risley (as cited in 2002) demonstrated a vast discrepancy in language exposure to young children based on socio-economic status. Infants growing up in poverty heard on average far fewer words per hour (616 words/hour) than those growing up in working class households (1,251 words/hour) or those in professional households (2,153 words/hour) (Hart & Risley, 2002, p.32).


Language acquisition is cumulative and early experiences are critical to brain structure, thus lack of language experience early in life can negatively impact later developing higher cognitive functioning (National Scientific Council on the Developing Child, 2007) and psychosocial well-being into adulthood (Schoon, Parsons, Rush & Law, 2010). Therefore, early intervention that is immersed in naturalistic language should begin during infancy. Interventions that are designed to be appropriately stimulating to the neural circuitry of the infant brain may promote appropriate development adequately preparing the child for higher-level language learning (National Scientific Council on the Developing Child, 2007). Music-based intervention strategies can be intentionally designed to be infant directed, occur in a naturalistic environment, focus on hierarchal language acquisition skills, and promote meaningful relationships with the music, the therapist, caregivers and parents.
There is a large body of literature describing the similarities between speech and music in brain structure and function (Deutsch, 2010; Patel, 2008), providing a neurological basis for intervention. Infant-directed singing can be utilized as an intervention strategy to elicit, direct and sustain infants’ attention so that other developmental milestones can be addressed (de l’Etoile, 2006). The therapeutic function of music intentionally organizes the elements of music to address intervention objectives (Hanson-Abromeit, 2010), specifically the pre-linguistic aspects of language development such as gestures, babbling, and word utterances. Figure 1 illustrates an example of the therapeutic function of music specifically intended to be developmentally appropriate for infants and pre-linguistic acquisition. The music elements are intended to provide emotional regulation and sensory organization to support infant availability for learning, as well as language skills.


Directed interventions can be presented in a sequenced manner to mimic the developmental acquisition of language (e.g. gestures, vocalizations and words) as well as be cumulative in nature to reinforce repetition of language concepts. Music therapy services can be offered in a manner that is developmentally appropriate and in a naturalistic environment, such as home or day care. 
Caregivers and parents would also ensure greater exposure of intervention strategies, raising the potency by creating a preventive intervention strategy that is integrated into all aspects of an infant’s environment. 
Early music therapy interventions have the capacity to create a bridge between music and relationships for at-risk infants who are living in poverty to facilitate reciprocal communication and language learning.




References
Callander, N., & Nahmad-Williams, L. (2010). Communication, Langauge and Literacy. London: Continuum International Publishing Group.
Dehaene-Lambertz, G., Montavont, A., Jobert, A., Allirol, L., Dubois, J., Hertz-Pannier, L. & Dehaene, S. (2010). Language or music, mother or Mozart? Structural and environmental influences on infants’ language networks. Brain & Language, 114, 53-65. doi:10.1016/j.bandl. 2009.09.003
de l’Etoile, S. K. (2006). Infant-directed singing: A theory for clinical intervention. Music Therapy Perspectives, 24(1), 22-29.
Deutsch, D. (July/August, 2010). Speaking in tones. Scientific American Mind, 36-43.
Hanson-Abromeit, D. (2010). A closer look at the therapeutic function of music. American Music Therapy Association: Conference presentation PowerPoint, Cleveland, OH.
National Scientific Council on the Developing Child (2007). The Timing and Quality of Early Experiences Combine to Shape Brain Architecture: Working Paper #5. http:// www.developingchild.net
Patel, A. D. (2008). Music, language and the brain. New York: Oxford University Press, Inc.
Schoon, I., Parsons, S. Rush, R., & Law, J. (2010). Children’s language ability and psychosocial development: A 29- year follow-up study. Pediatrics, 126, e73-e-80. DOI: 10.1542/peds.2009-3282.
About the Author
Deanna Hanson-Abromeit, Ph.D., MT- BC, Associate Professor of Music Therapy at the University of Missouri- Kansas City, has a clinical and research focus with at-risk infants in medical and community settings. She is co-editor of two AMTA monographs on medical music therapy, and serves on the CBMT- CEC and editorial board of Music Therapy Perspectives.

venerdì 24 febbraio 2012

Cerchio dei nomi


Quando mi trovo a lavorare con un nuovo gruppo, la cosa che inizialmente mi mette maggiormente in difficoltà è imparare i nomi dei partecipanti! Questa difficoltà tende ad acuirsi quando, nella stessa settimana, mi trovo a lavorare con 3 o 4 gruppi differenti, quindi con più di 50-60 persone in tutto!

Il gioco serve proprio ad imparare i nomi dei bambini/utenti e a creare un’identità nel gruppo, soprattutto nei gruppi neo-formati ad-hoc per l'attività musicoterapica.

Attraverso semplici pattern di body percussion viene ripetuto un buongiorno “ritmico”. 
La musicoterapista poi si introduce ritmando il suo nome su di una parte del corpo e invita i bimbi/utenti a fare lo stesso. Molto probabilmente lo schema ritmico non sarà saldo in molti dei partecipanti, bisogna cercare di chiarire al massimo il compito, fornendo, soprattutto nelle prime battute e se si lavora con bambini piccoli o persone con difficoltà di diverso genere, pattern ritmici semplici, brevi e facilmente ripetibili.
Anche a livello di body percussion prima di fare la richiesta ritmica personale, si chiede ai bimbi/utenti cosa potrebbero usare per fare rumore con il corpo (piedi, mani, guance etc..)
Il gioco può essere poi movimentato per favorire l’apprendimento dei nomi di tutti i partecipanti, passando una palla e ritmando il nome del bambino cui voglio tirarla, o utilizzando uno strumento semplice, come potrebbero essere due claves, da passare all'interno del gruppo: chi ha le claves, si mette al centro del cerchio, ritma il nome del compagno cui vuole passarle che si alzerà e si andrà a posizionare al centro continuando l'esperienza. Quest'ultima modalità va utilizzata tenendo in considerazione la disponibilità dei partecipanti al gruppo, ad esporsi e ad improvvisare al centro del gruppo. Soprattutto nel lavoro con gli adulti, si potrebbero incontrare delle difficoltà in alcuni partecipanti ad esporsi in pubblico. E' pertanto consigliato valutare se opportuno o meno per il gruppo, condurre il gioco con questa modalità.

giovedì 23 febbraio 2012

Cominciamo bene!


L'inizio dell'attività è la fase più importante della seduta!
Come ci presentiamo ai nostri ragazzi, clienti, pazienti? Come entriamo in contatto con loro e come diamo il via all'attività che abbiamo in programma di condurre?
Arrivare preparati all'inizio di ogni seduta è di fondamentale importanza per la riuscita della stessa. Esistono molti modi per farlo: canzoni di saluto, giochi, rituali. Di seguito propongo un modo un po' movimentato per far partire la giornata.

Inizio attività con ascolto Musica irlandese "del saluto"

Il brano che ho scelto per questa attività è un brano Folk Irlandese che potrete ascoltare ciccando sul link sottostante:


La scelta è stata fatta consultando tra diversi brani del genere, per la particolarità delle caratteristiche musicali del pezzo, la semplicità, e la ballabilità dello stesso. 
Si tratta infatti di una danza dalle caratteristiche musicali tipiche della zona. Utilizzare sonorità particolari ha un grande effetto su qualsiasi tipo di utenza: i brani popolari sono solitamente molto semplici, immediati, riportano a luoghi lontani, e ci insegnano sonorità a noi lontane ma incredibilmente comprensibili! Sono come linguaggi universali che ci toccano l'anima.
La durata del brano è breve, caratteristica importante se lo si vuole utilizzare più volte all'interno della stessa seduta, richiedendo diversi tipi di partecipazione ai bambini /utenti.
Quando parte la musica i bimbi/utenti iniziano a camminare nella stanza, per tutto lo spazio possibile: quando si incontra un altra persona la si saluta con la mano.
Al termine del brano, si chiede ai bimbi/utenti in che altro modo ci si può salutare : qualcuno suggerirà un altro modo o lo farà l’insegnante/educatore/caregiver -coinvolgendo, quando e se possibile anche le figure che si occupano dell'utenza e che collaborano con noi-, e poi si proseguirà riascoltando nuovamente la musica. Il tutto lo si può ripetere per 3 o 4 volte.



mercoledì 22 febbraio 2012

Music on Images

Improvvisazione su di un video, mostrato per la prima volta al gruppo, durante il seminario Orff di Maubach.. un esperienza divertentissima!